Marino, Sindaco di Roma al 30%

Marino è un personaggio ad effetto, lo sanno bene gli attenti lettori della cronaca romana, dai tempi del Blitz (e del grande scoop) al Policlinico Umberto I. Lo si vede dallo zainetto. Lo si evince dalla percentuale di elettori (il 30%) che hanno sostenuto il neo-eletto rispetto agli aventi voto. Un altro scoop, sfuggito ai maggiori baluardi dell’informazione nostrana.

La premiata ditta Pomata-Mandrake - Febbre da CavalloIgnazio è arrivato una decina di anni fa con furore e zainetto dagli USA. Una sorta di supposta post-piano Marshall. Sono passati solo pochi giorni dalla sua investitura, ma il novello sindaco si trova già in prima linea per l’adempimento del proprio programma. Scorazza in bicicletta su e giù per il centro di Roma a controllare gli spazzini, si fa carico di avvertire i marocchini che vendono cianfrusaglie di Fendi sui marciapiedi del centro che sta passando la macchina della guardia di finanza. Pare, si dice, che abbia già stretto accordi con la ditta Pomata-Mandrake per la costruzione del nuovo stadio a Capannelle.

Marino si è fatto subito trovare sul piede di guerra e pronto a sfoderare le sue doti da moralizzatore. Sorpreso da cotanta intraprendenza e determinazione vorrei elevarmi rispetto al ruolo di ordinario cittadino e contribuire alla moralizzazione.

Sindaco! Gli spazzini sono i primi a sapere che la raccolta differenziata viene rimescolata per fare il blu-diesel per i dipendenti di Ceroni, il proprietario dell’AMA al 49%. Ceroni-AMA raccoglie la spazzatura e Ceroni-Ceroni viene pagato da Ceroni-Ama per smaltirla. Lei sfreccia in bici sullo sfondo con un tubetto di triplo concentrato di pomodoro Mutti mezzo spremuto che spunta dallo zaino…

Per questo motivo, caro sindaco gli spazzini non si permettono di chiamare i vigili perché lo sanno che i cittadini comincerebbero ad aspettarli al cassonetto per regolare fino in fondo le ammende. Per non parlare del fatto che una telefonata ai vigili in questa città equivale ad un cero a San Gennaro. Glielo dico io perché: gli operatori ambientali devono essere rimasti abbagliati da quel modo tutto suo di portare lo zainetto quando inforca la sua bici.

zbassosacchettoInsomma come vede la situazione è complicata… Io le auguro un buon 30% di potere e tanti parenti ed affini ad organizzare i settimanali scioperi estivi dell’ATAC. Ed infine le do un appuntamento sotto al campidoglio: sono troppo curioso di scoprire se nello zainetto porta quella famosa “idea nella testa” di Bassolino: sappiamo tutti come è andata a finire!

Bassolino e Marino

Bassolino che contempla la sua idea nella testa e Marino con l’idea nello zainetto.

YanezDeGomera

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