Capitan Futuro

Daniele De Rossi

Daniele De Rossi

Capitan futuro ha negli occhi  il veleno della bava del bis cobra,
Si dimena, con i movimenti agili e leggiadri di un antilope.
 
Mastica polvere e terreno, come se fosse la sua prima colazione,
Preme e spinge di capoccia dal “parterre” fino al loggione.
Perché non si tratta di pallone,
Ma di quello che ci sta
Fra la gioia e l’amarezza.
Lui sta proprio tutto là.
 
Capitan futuro a volte esplode peggio di una tempesta,
Accende il trattore e comincia a galoppare.
Nun se capisce che succede, che gli passa per la testa,
Fa così colla capoccia, e s’enfila de traverso,
Fa partì na palla de cannone
Che va dentro per destino,
E io de solito me sento un brivido,
Dar cervello all’intestino.
 
Capitan Futuro, soprattutto, te fa piagne dentro er core
Come un ragazzino, solamente perché sei de Roma
 
Si qualcuno se risente nun abbassa mai lo sguardo,
Fa tanto er serio, diffidente, ma glie dice tutto all’arbitro.
E poi se gonfia quella vena,
Pugno teso ar cielo, s’enfila la corona,
Fa uno strillo ch’è un poema
E capisci che ‘sto ragazzo è il nuovo Re di Roma.

Yanez De Gomera

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