Spine nel fianco

Una simpatica battuta del sito “Spinoza.it”, ormai un cult della freddura a sfondo politico, da servizio del TG1, sulle voci di Facebook, recita: “Raccolta firme Pd, c’è anche quella di Zorro. Sempre dalla parte dei deboli.” con tanto di citazione dell’utente che la propone al pubblico del web. Certo, bisogna convenire la politica italiana offre degli spunti impagabili per un’operazione del genere. Basta ritornare allo scorso 14 dicembre, giorno in cui in parlamento si votava la fiducia al governo, e per le strade di Roma, la solita festa di paese dei manifestanti sfociava in guerriglia urbana. La notizia Ansa che seguiva gli aggiornamenti sugli scontri con la polizia, riguardava l’elegante “bras d’honneur” dell’esimio on. Gasparri al presidente della camera (suo malgrado Gianfranco Fini). Una scenetta del genere il miglior Guzzanti la teneva in serbo da anni, ma purtroppo Gasparri sta a Corrado come Luttazzi sta a Bill Hicks .

Spinoza é un’iniziativa interessante e divertente ma ormai la satira politica non si può più fare in Italia. Colpa della politica che ormai é morta e colpa dei comici che si sentono paladini della giustizia e si sognano intellettuali in esilio alla Gramsci. Il fatto é che Gramsci in carcere per le sue idee c’é stato davvero. E nei suoi quaderni non ha scritto del conflitto d’interessi, ma ha elaborato gli elementi teorici che hanno portato Togliatti alla svolta di Salerno, al patto di solidarietà nazionale che ha permesso di realizzare la costituzione ed ha posto le basi del partito comunista più importante d’Europa.

Spinoza si propone di portare all’occhio del pubblico la satira politica dell’uomo della strada. Che, appunto, é un’idea interessante e divertente, ma rischia di ridurre la critica al solito “Piove, governo ladro.” E la battuta sulla raccolta firme del Pd indica chiaramente quanto la situazione attuale riveli che la politica ha sorpassato la satira. Fa molto più ridere che il Pd organizzi una raccolta firme, strumento desueto e del livello dell’operazione Spinoza, per le dimissioni del premier, piuttosto che il facile giochetto del riferimento a Zorro. Quest’ultimo appare molto più artificiale. Se lo si raccontasse a un bambino delle elementari, probabilmente raccoglierebbe meno successo delle ormai desuete barzellette su Pierino. Mentre la trovata del Pd, a confronto, richiama le mitiche apparizioni di Rokko Smiterson ad Avanzi o le indimenticabili scenette con la suocera di Funari.

In Francia, il famoso comico Coluche, presentatosi alle presidenziali, un po’ per scherzo e un po’ per promuovere l’associazione umanitaria “les restos du coeur”, fu costretto a ritirare la propria candidatura perché i sondaggi lo davano per vincente. Chissà se il nostro Beppe Grillo avrebbe la stessa eleganza. Benigni di certo ne avrebbe approfittato solo per il gusto di fare con Napolitano la stessa scenetta dei parrucchini di Baudo in un Sanremo di qualche anno fa (quando almeno la De Filippi faceva la posta del cuore su Mediaset e risparmiava alla musica italiana fenomeni come Marco Carta, Valerio Scanu ed i “manà manà”).

A volte, quando la politica muore, quando sembra morire la speranza, quando sopraggiunge la rassegnazione alla mancanza di alternative, va a finire che quelli che criticano sono più scontati di quelli che vengono criticati. Eppure la critica e la satira, e ancora maggiormente quelle che si vorrebbero “spinose”, dovrebbero andare a pungere proprio in quei punti che evidenziano il luogo comune. Così, se la politica diventa ridicola, la satira diventa luogo comune. Con buona pace di quel lontano parente del sig. “luogo comune” che si chiama “cittadino qualunque”. Che mediamente si spezza la schiena a lavorare, paga le tasse,  e poco spesso ed ancora meno volentieri si reca a votare, con l’atroce dubbio di stare in fila per il biglietto dello stadio invece che al seggio elettorale  a rispolverare “Quant’é bella giovinezza” fra le aule di scuola.

Spinoza é una cosa molto più seria di quanto forse i suoi stessi ideatori possano lontanamente sospettare. Forse perché nell’idea di fondo c’é molta più critica storiografica della cronaca degli ultimi sessant‘anni di questo paese, che nelle pagine dell’Espresso. Questa idea racchiude un assunto di fondo, che probabilmente potrebbe essere catalogato come peggiore battuta proposta a Spinoza.it: questo non é un paese per giovani, é un paese per i comici!

YanezDeGomera

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